I remember december…
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Fioriurlanti2 – Figata!
Fioriurlanti1 – Figata cosa?
Fiori2 – Figata il film, no? Lo scudo spaziale magico è figo! A tratti sembra un po’ un sacco amniotico, non trovi? Sarà voluto?
Fiori1 – È una merda! Lo trovo detestabile!
Fiori2 – Ma che dici… tu adori Harry Potter!
Fiori1 – Non è vero, mi sta sul cazzo… fottuto ultimo “the one”… non se ne può più!
Fiori2 – Oh questa?
Fiori1 – Adoro i maglioni della famiglia Wisley, e provo una insana attrazione sessuale per Hermione, ma Harry lo schifo e lo odio. Ci siamo rotti tutti il cazzo di questi “eletti”.

Fiori2 – Sei falso!
Fiori1 – Ma dai… voglio dire: Voldemort è il cazzo di mago più cattivo del loro “universo”, il peggiore che la loro mitologia ricordi, il male assoluto, è SATANA cazzo! E sta morendo come una palla di fogli di giornale… con le ceneri trasportate dal vento…
Fiori2 – Èh, ma forse è una scelta stilistica…
Fiori1 – Col kutzo! Fa schifo! Potrebbe almeno dire qualcosa di epico…
Fiori2 – Ma scusa cosa dovrebbe dire? Il suo compito è morire sotto i colpi misericordiosi di Expelliarmus della figura cristi!
Fiori1 – Mah, ad esempio potrebbe dire: Potter, io sono tuo padre! O meglio: sono tua madre! Oppure che ne so: “tua mamma prima di morire mi ha leccato il buco del culo per ore, implorandomi di cagarle in bocca!”
Fiori2 – Ma sei scemo? Oh cazzo fai? Hai ricominciato a bere?
Fiori3 – Oh, fate piano cazzo, ci sono quelli dietro che borbottano… mi date fastidio… Maleducati! Passate un po’ i pop corn?! Ché ve li state mangiando tutti voi!
Fiori2 – Insomma che c’hai? Mi sono perso qualcosa?
Fiori1 – No, niente…
Fiori2 – Dai… dillo a babbo… Conosco quello sguardo, vuota il rospo.
Fiori1 – Eh?
Fiori2 – Vuota il rospo!
Fiori1 – Si dice “vuota il sacco” oppure “sputa il rospo”… non “vuota il rospo”. “Vuota il rospo” non significa un cazzo!
Fiori2 – Sì, dai che hai capito…
Fiori1 – Mh.
Fiori2 – Mh che? Daiii!
Fiori1 – Non lo so, c’ho un po’ i coglioni girati…
Fiori2 – Ok! C’ho un po’ i coglioni girati perché… ?
Fiori1 – Non lo so. Forse sono solo invidioso.
Fiori2 – Invidioso? E di che? Di chi?
Fiori1 – Di Harry Potter.
Fiori2 – Ecco lo sapevo hai ricominciato a bere…
Fiori1 – Seeee…
Fiori2 – Come sei invidioso?
Fiori1 – Sono invidioso, perché lui sta sconfiggendo il male ed io invece sto perdendo i miei poteri…
Fiori2 – Eeeeehhhh?
Fiori1 – Sto perdendo i miei poteri, ti dico!
Fiori2 – Che poteri? Di che parli? Tu non hai poteri!
Fiori1 – Ce li ho. Avevo… Prima ce li avevo. Prima ero infallibile, ogni cosa riusciva in modo perfetto, anche le disfatte erano a cronometro e rientravano nei budget; potevo capire se uno faceva parte dei buoni o dei cattivi con un solo sguardo, potevo leggergli la mente, sentire le sue emozioni, comprendere tutti i suoi dubbi ed usarli pro o contro di lui. Avevo il dono della verità, potevo camminare ad un metro e mezzo da terra. I miei pensieri correvano alla velocità della luce. Ero fantastico, cazzo.
Fiori2 – Ma ti sei drogato?
Fiori1 – Ultimamente invece tutto sembra avere meno sapore. I film sono tutti già visti, i nuovi dischi fanno pensare ai vecchi dischi, bevo sempre la stessa slalom, al massimo una sambuca… incontro la gente e penso solo che mi fa pena, che mi intristisce, che sto piano piano diventando come loro. Inesorabilmente. Irrimediabilmente. Ogni giorno il mio corpo si corrompe un po’ di più. E presto sarò come loro.
Ma forse sono solo seghe mentali, forse aveva ragione lei: “se avessi da cambiare i pannolini forse non mi farei tutti questi problemi”. Ma io i figli non ce li ho! Boh.
Fiori3 – Oh zitti! Ma che fate è?
Fiori2 – Niente… c’ha le mestruazioni…
Fiori3 – È nuova! (Altrimenti non starebbe mica a scrivere… )
Fiori2 – Ecco! Ecco! La scena dove loro sono grandi! Omamma! Cazzo come li hanno fatti bene, diavolo, sembra davvero siano passati 19 anni…
Fiori1 – E infatti guarda, anche Harry Potter, invecchiato anche lui. “Colui che è sopravvissuto” a “Colui che non doveva essere nominato”, il mago più potente del mondo magico… un triste quarantenne. Diventato oramai uno di quei padri smidollati che parla ai figli come se fossero gattini miciosi: so ninetees!
Fiori2 – Beh in effetti è un po’ mieloso…
Fiori1 – Diabetogenico, direi!
Fiori2 – A guardarlo bene… sai che a guardarlo bene direi che è… Omamma! Harry Potter è finocchio! Harry Potter è finocchio!
Fiori1 – Ecco! È finito. Ora s’accende la luce.
Fiori2 – Oh! oh! Fiori3! Senti questa!
Fiori1 – VEDO SOLO GENTE BABBANA!
Fiori2 – Oh 3! Senti! Secondo me Harry Potter è finocchio!
Fiori3 – FIGATA!
Non sono morto.
O meglio: i Fioriurlanti non sono morti, è solo che ci eravamo presi una pausa di riflessione da noi stessi.
Ho avuto un casino da fare.
Ecco tutto.
Come cosa?
Ad esempio questo.
Tazza di carta.
Piove da settimane
nel Fantabosco.
Dentro la tana.
La pantera protegge
i suoi cuccioli.
Poi s’apre il cielo.
Solo per me il merito
dei tuoi sorrisi.
- Mi mancherai…
- Guarda Fiori che non parto mica per il militare…
- Ma io sì.
(Nothing’s gonna change my world
Jai guru deva om)
… tutto spento.
Si sta come d’autunno,
se piove, le giostre.
Vado in piscina, il martedì e il giovedì.
Vado alle dieci, di mattina, coi vecchi. Sì coi vecchi. L’acqua è più calda.
Con l’acqua calda dopo un po’ ti esplode la testa, ti fa male, però non senti più i pensieri. O meglio: i pensieri corrono velocissimi, scene dei videoclip musicali, senza portare nessuna scalfitura. Avanti e indietro, come le vasche.
Vado in piscina.
Con le pinne.
Sì con le pinne.
Voglio nuotare per tenermi in forma e voglio tonificare gli addominali.
Le pinne sono perfette.
Beh lo ammetto, mi crea un filino di imbarazzo in certi momenti, però tanto ho sempre fatto di testa mia: a 17 anni mi sono presentato al liceo con i capelli color mogano, nello scalpore generale, con la prof di italiano che mi chiedeva se andava tutto bene…
Eyeliner il sabato sera, smalti neri, orecchini, piercing… Ho sempre fatto come mi pareva… con un filino di imbarazzo.
L’altra mattina arrivo, mi cambio, passo i piedi davanti alla fotocellula che fa partire l’acqua che disinfetta i piedi e le ciabatte e nello stesso attimo parte la tecno.
NOOOOOO BIOPARCO NOOOOOOOOO LA TECNOOO NOOOOOOO
Cazzo: è iniziato il corso diIdrobike. Puttana della miseria.
“Allora tutti insieme, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, ora in piedi, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, prima posizione, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, seduti, vai, dai, ancora, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, ora con le braccia, testa bassa, aumentare spingi, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, respirate col naso, di più.”
Madonna segòvia.
12 CULONE che dimenano il culone. Brr. Sembra un episodio di Fantasia della Disney. Sembra Dumbo quando è sbronzo.
Queste pigliano tutta una corsia della vasca grande, non come i vecchi che stanno nella vasca piccolina… vabbè m’importa una sega, mi tuffo nel mi’ mondo.
L’acqua mi ipnotizza, mi fa sognare, la piscina mi ricorda la mia infanzia, suscita immagini pop, i colori delle cuffie sulla testa delle persone mi suggeriscono possibili grafiche vettoriali…
Ripenso ad uno dei romanzi che ho chiusi nel cassetto, e quali storie potrebbe raccontare descrivendo le città del suo mondo sommerso… branchie, alghe, palazzi disabitati.
Le sensazioni diventano più forti, più possibili, l’acqua come la pelle di una bella donna che non ti fa mancare il contatto… una madre calda, veloce, che ti scorre addosso.
Ancora un quarto d’ora, dai, ce la faccio! Sì ce la faccio.
Provo a fare tutta la vasca senza respirare? No è impossibile, però potrei… forse… proviamo… dai…
Prendo aria, testa sotto, spingo coi piedi, testa in basso, braccia al corpo, solo cosce, ginocchia, addominali bassi, alti, bassi, pelvi, cosce… ce la faccio… torno verso il lato dove si tocca, arrivo a vedere la T stampata sul fondo piscina, tocco il muretto, finisce la tecno, alzo la testa, prendo aria, cazzo sì testa fuori, aria!
1, 2, 3 respiri, via gli occhiali. Scrollo l’acqua.
Tutto Il Corso Di Idrobike Mi Fissa.
- “Che c’è?”
- “Ma stai nuotando con le pinne?” [sorridacchiando...]
- “No… cioè… ma vi rendete conto (vero?) che voi altre state TENENDO IL CULO A BAGNO MARIA IN UNA PISCINA COMUNALE IMMERSE FINO AR BELLI’O A PEDALARE SU UNA BICICLETTA SENZA RUOTE A TEMPO DI TECNO CON UNA CHE VI STRILLA NEL VISO.
No, se vi sembra tutto normale… “
S’apre la scatola.
Il gatto era già morto.
Tutto è compiuto.
Bocca d’estate.
Lecco la mia fine sul
tuo seno acerbo
Sono solo.
Un cane gratta alla porta
tutta la notte
Piangi gelosa
mentre ti scrivo addosso
questa mia vita.
Ti vedo in fondo.
L’acqua lecca lenta il
bordo piscina.
La gola crolla,
Le mani contro il vetro.
Mosca nel bicchiere.
S’accende la strada
Ti vedo e non mi riconosci.
Fine.
(è tutto il giorno che mi ci sbattezzo: non riesco a tirarci fuori un haiku… che spreco… )
Naufrago sulle
sponde del tuo sorriso.
Un sole bianco
Era molto che non aspettavo un concerto, era un po’ che non trovavo della musica adatta. Anni.
Mi faccio bello, pettinato, la camicia nera col colletto coreano, la mia preferita; arrivo presto, prendo una sambuca. Devo spiegare cosa sono le mosche a quello che me la serve.
Sono alla transenna, ma faccio un passo indietro. Arrivano, tanti.
Una marea.
Mentre inizia la prima canzone mi passi davanti correndo. Eccoci.
Lui è decente, tu hai questi capelli che non c’è verso… ma stanno ricrescendo, forse un giorno… se li lasci un po’ in pace…
Non ce la faccio, casco all’indietro, ricordo tutto; anzi, non c’è bisogno di ricordare, è tutto lì ancora.
Ero lì lì per i trenta, uscivo con lei che… bèh… mi ero dimesso da un giorno, tu lo sapevi perché eri presente, entri in birreria, ti siedi, sorridi. Non ci eravamo mai detti una parola.
Dopo un’ora ero dentro di te.
“Beh che male c’è? I tuoi amici che si sposano tra due mesi si corrono undici anni… quale è il problema?!”
Per un momento, un momento solo cazzo, l’ho voluto con tutto me stesso. Solo per un momento.
Eri con lui, ma questo cantante te lo ho fatto conoscere io.
Ti giri, mi guardi, sorridi, canti, sorridi, tanto.
” … e sì lo so che sei imbattibile, che sei di ferro e indistruttibile, mentre io sono un fiore, mentre io sono un fiore…”
Ti scrivo “peccato”. Non Rispondi. Perfetta.

Malditesta oggi. Anche un po’ di nausea.
Sono tornato da una tournè di nani di due mesi e non mi sono ancora ripreso.
Neanche il moment vince. Mi aggrappo con tutte le forze allo Yomo al malto: una vita che si dipana tra i cazzo di prodotti del capitalismo.
Clarcks, borsino in pelle, eskimo… sono un cazzo di cliche…
Oggi ho comprato la moleskine nuova, quella con le pagine bianche.
La vecchia finirà insieme alle altre tra i ricordi, in una scatola nasconsta tra vecchie lenzuola nello studio disabitato di casa mia…
Estate 2008 – Estate 2010… due anni m’è durata la vecchia… quante cose sono cambiate…
Link, mail, numeri di telefono, titoli di film, dischi, cose da ricordare, qualche citazione, molte vignette. Tanti Telemaco che mi guardano e dicono “è tanto che non mi disegni, uffyno”.
Citazione del Galletto: “Che omo volete che fosse Gesù… gli misero insime i piedi per risparmiare un chiodo!”
Alcuni aforismi, frasi, metafore: “ci sono solo due tipi di persone al mondo: ci sono io e poi ci sono tutti gli altri.”
Moltissimi Haiku (“notte afosa, quella vecchia lampadina sta sempre accesa”)
Date, schizzi, adesivi, progetti…
Le pagine da diario, per non dimenticare, molti nomi, alcuni già dimenticati, altri che forse neanche valeva la pena di scrivere. Alcune cotte, alcune delusioni, persone che mi mancano, persone che ci sono ancora, persone che vorrei non vedere più…
Tengo tutti questi ricordi perché sono convinto che ci sarà un periodo nella mia vita dove non avrò più prospettive, non avrò più speranze, magari molto in là con l’età, e allora prenderò tutti questi diari, i miei quaderni, le foto, le cose che ho scritto e prima di lasciare questo mondo scriverò la più noiosa delle biografie. Sarà noiosa.
Vivere questa vita è come avere le chiavi di una auto nuova e fiammante, col serbatoio pieno, ma parcheggiata in un fosso!

( SONO L'UNICA COSA A FUOCO)
Sì, lo so che oltre ad essere molto bella sei anche una ragazza per bene (anche se c’hai un caratterino… ), e lo so che sono uno stronzo, mi dispiace molto che tu abbia sentito i miei discorsi da bar (visto che sei venuta di nascosto da Deliano… ), giuro che non era mia intenzione dire che volevo soltanto scopare (anche se in effetti non vedo che ci sia di male in questa frase… ) ma devi perdonarmi: non possiamo proprio più uscire insieme perché con te sono obbligato ad abbassare il mio registro lessicale visto che non discerni tra “Humor” ed “Ironia” e che probabilmente non comprendi il significato di questa frase.
Sorry but you are DISMISSED! NEXT!!!
FIORIURLANTI pensa che, a volte, nel giro di poche ore, si infiocca il continuum tempo-spazio e succede tutto in un attimo… e la triste realtà è che avevi bevuto un vodkamartini a stomaco vuoto prima di cenae hai detto di “NO”… cazzo…
Fioriurlanti è un bravissimo domatore di bestie feroci.
Parecchio sfortunato, tuttavia.
Deduzione numero uno
Prima o poi si deve, nella vita, scegliere il proprio gusto di gelato preferito.
Per farlo si deve necessariamente entrare in gelateria,
e si devono necessariamente assaggiare tutti i gusti.
Al massimo si può fare eccezione per il gusto “cocco” che sa di sintetico, e il gusto “frutti di bosco” che oramai, in questa triste era, si associa inequivocabilmente all’odore potentissimo dei bagni chimici della SEBAC.
Deduzione numero due