Fave
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FAVE
lunedì, 18 gennaio 2010nessun titolo
venerdì, 25 dicembre 2009nessun titolo
giovedì, 2 luglio 2009
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sabato, 20 giugno 2009Fioriurlanti non posta perchè è a dieta… ed essendo a dieta diventa egoista… e per la fame si mangia tutte le parole. Ha perso sette chili, vi immaginate quante parole hanno dovuto sostituire i suoi pasti? Cosa pensate èh che la vita sia tutto un passo avanti e un passo arretro? La vita è cacamento di cazzo… così per voi non c’è niente… al massimo può essere lasciata una citazione:
"il sistema più efficace per rendere inoffensivi i poveri è insegnargli ad imitare i ricchi"
carlos ruiz zafon – l’ombra del vento
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mercoledì, 10 settembre 2008UBRIACHI E’ BELLO.
venerdì, 5 settembre 2008Santa Cesarea Terme, Puglia. Dopo etanolo bianco puro e triglie fritte.
Un saluto a tutti dalla vostra egocentrica Cele…

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mercoledì, 3 settembre 2008
cominciate a fare i conti alla rovescia e poi voglio vedervi(non la prima cosa che ad alcuni può venire in mente)…fottuti brandani…
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venerdì, 4 gennaio 2008nessun titolo
giovedì, 29 novembre 2007nessun titolo
giovedì, 8 novembre 2007Esco a pranzo dopo una mattinata solitaria in ufficio e nel tiepido (dico tiepido) sole fiesolano vado a mangiare ALLA MERAVIGLIOSA CASA DEL POPOLO DI BURCHIO (comunque Fiesole, ma gli autoctoni ci tengono alla divisione territoriale). I COMPAGNI ANZIANI ACCOLGONO LA VENUTA CON:
- grugnito di assenso all’ entrata di una giovane compagna
-grugnito di assenso per il culo abbundante della compagna
- grugnito di assenso e basta
Mangio delizioso tacchino e cipollotti all’ aceto balsamico, acqu, mela e caffè alla STRAORDINARIA E AMMIREVOLE CIFRA DI SOLI 6 EURO. FACCIO ANCHE I COMPLIMENTI AL CUOCO. QUANDO CI VUOLE CI VUOLE!!
Però, nell’ idillica cornice compagnera mi casca l’ occhio sul tg regionale e un’ agghiacciante servizio sui rom a Pistoia mi fa completamente andare di traverso il pranzo. IL GIORNALISTA A FATTO PUNTUALIZZARE TRAMITE VOCE DI QUESTI ROM PROVENIENTI DAL MONTENEGRO CHE:
NO, NOI DAL MONTENEGRO, NOI NON SIAMO RUMENI!!
Qui mi si è tappata la vena. Due modidi analizzare il servizio: o si vuole sottolineare che solo i rom rumeni sono dei delinquenti, o che, PEGGIO, i rumeni i generale sono dei delinquenti.
IO MI INCAZZO COME UNA IENA. La mia tata di casa è rumena ed è un angelo, come tutti e trecento i suoi parenti disseminati in Toscana. Un ragazzo adorabile che studia Agraria con mille sacrifici e notti insonni per trovare i soldi è rumeno. Tutti gli operai e muratori che orbitano nei cantieri di Reggello (dove ho la casa natia del nonno materno) sono rumeni onestissimi ed alcune pure bellocci. Un commesso strafigo in centro è rumeno e i suoi tratti caratteristici di oriundo dell’ est lo fanno figo da paura.
A LLA FINE DELL’ INCAZZATURA LA SINTESI E’ LA SEGUENTE: QUEL GIORNALISTA E’ UN FASCISTA REPRESSO DEL CAZZO CHE DEVE LAVASSI LA BOCCA E LE MANI CON L’ ACIDO MURIATICO.
Ah, ho mandato una mail con telefonata preventiva a quella fava.
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mercoledì, 7 novembre 2007
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giovedì, 25 ottobre 2007
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lunedì, 8 ottobre 2007mamma mia mi fanno impazzire gli italiani.
alla radio: “il premio nobel per la medicina é un PO’ italiano….”
macchééééééééééééééééééééé!!!!!!!!
Allora se io avessi sentito che Mario Capecchi, premio nobel per la medicina, nel 1946 si é imbarcato per gli Stati Uniti per studiare io….boh..io forse mi sarei imitato a fargli solo i complimenti…
Son ganzi gli italiani che riescono a farsi gloria dei propri difetti mi fanno sgangherare…
che uno per essere libero di meritarsi un premio nobel (hehe) se ne debba andare in un posto di merda come gli stati uniti un ci sta’….ma é possibile che qui non puoi fa’nnulla….mi sembra a me forse ma tutto é una fatica spropositata…(es. per andare nell unica palestra che mi posso permettere c’ ho messo 35 minuti stasera…e non é lontano da dove vivo….ma la viabilita’…quel mistero…).
Mi viene in mente subito, a proposito, quella dimensione spazio-temporale chiamata Fi-Pi-Li (Firenze Pisa Livorno), vengo scherzato anche dai miei stessi sensi che un paio di volte sul tabellone di entrata della superstrada mi é sembrato di leggerci “lasciate ogni speranza voi che entrate”…si son fatti venire in mente di farla diventare un unico enorme cantiere a mezza corsia…e negli unici punt dove non ci sono i lavori ci sono gli autovelox….che te pensi “ok vo un po’ piu sodo almeno recupero la fila di merda che ho fatto fino ad ora”…Il risultato son un ora e mezzo di coda e 210,34 euro di multa per eccesso di velocitá….
andando verso Firenze sl cartellone ad Empoli c’ é sempre scritto “coda all ginestra 1 Km in crescita” sempre..tutti i giorni…..non potevano fare un cartello scritto a pennarello? tanto non ci scrivono altro…anzi secondo me hanno fatto i lavori per fare le code ed aver qualcosa da scrivere sui cartelloni…ecco ho capito tutto.
minchia mi sembra di incazzarmi come un pensionato ma non ne posso fare a meno…..
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venerdì, 5 ottobre 2007
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lunedì, 1 ottobre 2007| For se sareb be più bello ta cere in ac cordo coi no stri pensie ri che so lo ad esprimer li in ver bi e parole non son più verità |
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venerdì, 28 settembre 2007tel. ore pasti. Domandare Henry Kissinger.
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sabato, 15 settembre 2007DIASSAAAAAAAAAA
LUNEDI’ HO L’ESAME DEL MASTER, LO SCRITTO….IO GLI FO’ UN RESOCONTO DELLE ULTIME DUE GIORNATE PASSATE SUL DIVANO A VEDERE LAGUNA BLU, OMICIDI ED ALTRI CAZZI, MANGIANDO PANINI AL BURRO CON CETRIOLINI.
DIASSSAAAAAAAAAAAA
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giovedì, 13 settembre 2007Oh, Vito, che numero bisogna fare per chiamare il 118?
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venerdì, 20 luglio 2007Ciao Lulù. Ti abbiamo voluto bene.
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giovedì, 19 luglio 2007PORCA MADONNA
via via ci sta bene.
buone vacanze popolo!
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martedì, 17 luglio 2007
buttiamo via i telefoni
buttiamoli via
i telefoni vanno buttati via
via, vanno buttati, i telefoni
i telefoni? vanno buttati via!
via quei telefoni (o quella lapide)
i telefoni via, buttiamoli
buttiamo i telefoni, via
via, buttiamo i telefoni
via, buttiamo via i telefoni
cellulari.
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giovedì, 24 maggio 2007
AMOR LABRONICO E AMICI MIEI………….OVVIA……
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venerdì, 2 febbraio 2007 And it’s contagious
And it’s contagious
And it’s contagious
And it’s contagious
And it’s contagious
And it’s contagious
And it’s contagious
And it’s contagious
(She will kiss til your lip bleeds
But she will not take her dress off)
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sabato, 20 gennaio 2007Sì… lo capisco…
Certo: uno nasce e vede questo bel mondo pieno di colori, di odori, sapori… puppe da succhiare… coccole infinite… Miele, miele ovunque.
Poi dopo un po’ già smettono di farti ciucciare le puppe e prima che ti ritocca ha da passarne di tempo, poi ti vestono come un’idiota, ti fanno imparare stupide poesie: uno inizia a prendere coscienza di sé, degli altri… capisce che può essere utile una corazza, una maschera. A carnevale ti travesti da zorro o da batman, che quella è gente che si sa difendere e fa anche senza corazza, hanno il coraggio (corazza… coraggio…). Spesso succede anche che qualche genitore se ne va, o sarebbe meglio che se ne andasse. Sono cambiate le cose da quando ciucciavi le puppe, sono cambiate assai. Forse non basta il costume di Batman. Serve un protezione seria.
Allora sto tizio si veste da persona forte, si veste da guerriero. Certo: è solo un travestimento, lo sanno tutti che poi dentro l’armatura c’è un cuore di miele, tutti all’inizio hanno un cuore di miele. Poi passa del tempo: la corazza diventa sempre più solida, sempre più consueta e quelli che ti riconoscevano cuore di miele se ne vanno e arrivano altri che non lo sanno come eri all’inizio, niente rendita. Passano dieci anni: sei ancora capace, certo, di far assaggiare a qualcuno il miele, ma solo a quello lì, e proprio lui ti tradisce, o ti delude. O forse vi deludete a vicenda. Passano ancora dieci anni e arrivare al miele è diventato anche difficile: non è che non vorresti, è che quasi non ti ricordi come si fa. Passano 10 anni, sei più brutto, più grasso, senza i capelli, o con il culo grosso e le puppe mosce, o le guance da cane, e senza la corazza da guerriero non sai proprio più vederti! Vorresti provare a toglierla ma senti freddo, poi ci provi e non riesci più a toglierla, si è incistata nella pelle. È diventata lei la tua pelle e come un morbo si amalgama ai muscoli, alle ossa. Il miele non lo vedi da un pezzo e il suo ricordo è sfuocato. Troppo lieve. Passano altri 10 anni e sei ormai l’ombra della persona che eri e il ritratto di Grey della persona che potevi essere. Ora mai c’è solo l’armatura. Ora sì sei un guerriero vero. Complimenti.
E poi muori. E tutti ti fanno la festa. Senza la torta. (ma tutti chi?)
E gli altri?
Che vuoi… gli altri ti hanno sempre visto vestito d’acciaio… non l’hanno mai saputo che avevi un cuore di miele… che cazzo vuoi dagli altri…
Sai che ti dico?
Vai affanculo Paolo Cohelo!
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lunedì, 15 gennaio 2007
SURROGATO DI NOSTALGIA L’altra sera eravamo tutti insieme. Dopo mesi. Io, per inciso, invece mancavo da anni. Non amo molto le cucine casalinghe delle altre case. Festeggiavamo le feste in ritardo. Pietanze ottime. Ho dovuto ricredermi. Non mi piace ricredermi. Felicità imbarazzate, piatti pieni, toni alti che chiedono i toni bassi, sudorini freddi. Non mi piacciono né i toni alti né i sudorini. Vabè. Però siamo tutti contenti. Momento nostalgia.
Ognuno guarda nel piatto dell’altro dove le quantità sono le più diverse: mio fratello ha una porzione di tiramisù nel piatto tanto grande e tanto calorica che anche il cucchiaino si allarma per il contenuto di grassi e si piega come fosse in mano a urigheller. Mamma, nota semidiabetica della zona, mangia zitta, poi se ne accorgono e la infamano. Ride: non c’è più niente da fare, oramai lo zucchero le è entrato in circolo. L’abbiamo persa… "Fiori ti ricordi quella volta che eri malato?"
Questo è l’aneddoto topico: non c’è ricorrenza dove non mi venga chiesto di ricordare di quella mattina che ero malato… l’ho raccontato talmente tante volte che ora tutti credono di esserci un po’ stati quella mattina che ero malato. Mia cugina qualche cinquina di anni fa diceva di esserci stata anche lei quella mattina che ero malato. Ehnoccazzo! Questo è il mio fottuto aneddoto e lo racconto io! Ettuttizzitti! "Era una mattina, tipo a metà mattinata, forse prima della primavera. Ero malato ed ero rimasto a casa, probabilmente era colpa dello stomaco o dell’influenza, io sono un noto gastroenteritico della zona. Ad un certo punto sento una voce che mi chiama: "Fiori vieni… vieni a vedere che fanno queste". Era la voce di mio Padre, probabilmente era a casa perchè era il periodo dell’infarto, venticinque anni fa ti lasciavano sei mesi a casa dopo un infarto. Mi alzo dal letto, probabilmente di pessimo umore, vado verso la cucina e vedo mia madre e mia zia (donne costrette ad una vita da casalinga) che ridendo si erano già spalmate mezzo barattolo di nutella e mezza confezione di mascarpone su un filo di pane fresco appena sfornato. Scoppio in lacrime sapendo di non poter mangiare anche io la nutella e torno a letto in lacrime dicendo, probabilmente, la mia proverbiale frase topica: Ecco non è giusto però!" Tuttoggi per prendere per il culo mio fratello diciamo "lacrimuccia" (perchè cercava di impietosire con questo metodo, lo sapeva fare a comando… incredibile) e quando prendono in giro me mi dicono "ecco non è giusto"…
Non è giusto, non è giusto: minchia già a 4 anni ero un sindacalista scassapalle… Quindi mia madre si rivolta dicendo che mio padre, noto cuore incrinato della zona, è diventato un vero vizioso: per venti anni abbiamo mangiato bracioline scondite, tonno al naturale, e ora invece si compra alla coop delle confezioni di quel surrogato di cioccolato nella carta dorata e tutti i giorni se ne mangia due tocchi. Che poi se uno si deve fare male, cazzo si mangia la cioccolata vera, mica il cazzo di surrogato da sfollati del dopoguerra! "Ah no!" – si difende lui – "tanto è poo bono. Te lo ricordi Maurì, il surrogato, era fatto a lingotto e ce ne era di due tipi: quello bianco e nero e quello con le noccioline tritate fine fine fine che è una delizia. Quand’ero bimbetto ne mangiavo a quintali: andavo dal droghiere prima della scuola, prendevo il panino ce ne facevo mettere due fette dentro… ci ho fatto certe merende!"
"E me lo riordo vai…" – rincara mio zio, noto capellone silente della zona – "io lo mangiavo vedrai tutti i giorni, ma a me mi garbava di più quello nero con le noccioline che quello bianco e nero!"
"Guarda, sabato vo alla coppe e te ne prendo due stecche, una per tipo… èh Lella ricordamelo sabato èh, gli se ne prende due stecche anche a Maurizio!" – chiude mio padre. Che bello, mangiano il surrogato di cioccolato e gli sembra più buono della cioccolata vera, perfino della nutella, solo perchè lo mangiavano da bambini. E allora lì mi è partito il filmino in testa di quando facevo le elementari. Il grembiulino nero, la cartella sulle spalle: io abitavo davanti alla chiesa, sopra il bar, di fianco alla scuola elementare. Ma i miei uscivano di casa prima che si aprissero le porte e sicchè spesso rimanevo nel cortile per decine di minuti. Andavo a comprarmi la merenda dal Ricci. Guardavo nel banco dei prodotti e provavo emozioni per il prosciutto cotto che non avrei potuto comprare con le quattrocento lire. Per il crudo dolce sentivo addirittura ammirazione. Dallo scaffalino sulla destra mi guardavano le piccole confezioni monouso di nutella, che potevano essere a mia portata…

Cazzo la nutella è di sicuro meglio del surrogato, specie attinta dall’apposita vaschetta monodose, con l’annessa paletta bianca a forma di goccia allungata. No via è troppo meglio.
Rimanevo lì, in contemplazione delle tre vaschette monouso attaccate insieme. Poi ci pensavo bene e decidevo come ogni mattina che potevo mangiare il panino vuoto con il succo di frutta e spendere solo 50 lire, così da risparmiare un po’…
Risparmiare??? Risparmiarsi??? A sette anni? Minchia, ero davvero uno scassa palle anche da bimbetto…
